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L'esperienza
pratica vissuta in uno studio o in un’azienda, grande o piccola
che sia, è un passo importante per familiarizzare con un settore
o una funzione e per poter così focalizzare il proprio progetto
professionale, anche in considerazione delle proprie
caratteristiche e aspirazioni.
Per quanto riguarda la possibilità che questo si traduca in una
offerta di collaborazione, è bene non sperarci troppo. Questo
aspetto non ne diminuisce automaticamente la qualità, almeno non
per tutti.
Infatti, se per alcuni si tratta semplicemente un "prezzo da
pagare" per trovare una sistemazione più o meno stabile, per
altri è invece l'occasione per incuriosirsi sul lavoro e valutare
se l'area in cui si desidera inserirsi li corrisponde davvero
oppure è meglio invertire la rotta. Conviene allora cercare di
trarne il massimo sia per quanto riguarda lo sviluppo delle
capacità sia per quanto riguarda la rete di conoscenze.
E se proprio si scopre che non fa per sé o che si tratta di una
esperienza poco formativa, conviene contattare il proprio tutor e
candidarsi per altre esperienze.
Importante quindi non
solo fare uno stage (in alcuni casi, e sempre più in
tendenza, sarà obbligatorio), ma
saperlo scegliere in coerenza ai propri obiettivi e alle
proprie capacità sforzandosi di identificare gli ambiti in cui può
essere più interessante maturare esperienze oppure verificarsi.
Prima di candidarsi, conviene riflettere sugli obiettivi che
spingono a farlo:
-voglio fare una esperienza per valutare meglio lo sbocco naturale
che mi offre la mia provenienza universitaria e scolastica?
Oppure:
-per capire meglio se sono adatto al il settore che mi interessa?
-per trovare una occupazione stabile?
o addirittura:
-per modificare il mio percorso di studi?
Importante, quindi, valutare l'azienda, ma ancora prima il
settore, la funzione e i precisi contenuti del progetto di stage.
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