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Soffermarsi per
raccogliere il patrimonio professionale acquisito negli anni può
essere utile in più occasioni: per riconsiderare il proprio
progetto professionale, valutare le aree a rischio, rivolgersi al
mercato del lavoro, prepararsi per un colloquio di sviluppo con la
propria azienda, valutare eventuali interventi formativi. Ecco
otto aspetti per conoscersi meglio:
1) Conoscenze che provengono dagli studi intrapresi Quale la
preparazione scolastica e universitaria, ma anche quale quella che
deriva da momenti di formazione successivi?
2) Obiettivi e finalità delle posizioni ricoperte Quali i
principali obiettivi e finalità delle posizioni ricoperte? Quali
i progetti affrontati? La professionalità si è sempre sviluppata
in un unico settore o in ruoli e funzioni differenti?
3) Competenze tecniche Quali sono le principali conoscenze
tecniche e tecnologiche maturate? In quali contesti?
4) Competenze manageriali Quali le competenze di carattere
manageriale. Per esempio: risoluzione di problemi, attenzione ai
costi, innovazione e creatività, capacità decisionale, capacità
realizzative?
5) Capacità interpersonali Si è gestita una struttura o
coordinato un gruppo di lavoro? Si sono vissute situazioni di
negoziazione o influenza? Ci si è trovati a dovere ottenere il
coinvolgimento sui propri obiettivi di persone non subordinate?
etc.
6) Lacune e limiti professionali Quali sono gli elementi critici
della professionalità acquisita? Fra questi quali possono essere
migliorati e come?
7) Punti di forza e di debolezza personali Quali sono le
caratteristiche personali vincenti, quali invece sono di ostacolo?
8) Quali sono gli elementi che rendono interessante o particolare
l’esperienza sviluppata? Quali aspetti caratterizzano la propria
storia e quali quelli che la rendono più interessante rispetto a
quella di potenziali concorrenti?
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