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Il
lavoro a progetto, che sostituisce in parte la precedente collaborazione
coordinata e continuativa, prevede che le collaborazioni
debbano essere riconducibili “a uno o più progetti specifici o
programmi di lavoro o fasi di esso, determinati dal committente e
gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato,
nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del
committente e indipendentemente dal tempo impiegato per
l’esecuzione dell’attività lavorativa”
Il lavoratore gestisce quindi il compito autonomamente in funzione
del risultato e indipendentemente dal tempo impiegato. Per
questa ragione non è un lavoratore dipendente, ma autonomo.
Di contro le attività che configurano rapporti di dipendenza
richiedono contratti di lavoro a tempo indeterminato, determinato
e interinale.
Durate il contratto si possono instaurare rapporti professionali
anche con altri committenti (non in concorrenza) e si ha il
diritto a essere riconosciuti “autore dell’invenzione” .
Il contratto deve
indicare:
la definizione del progetto,
la durata della prestazione,
il corrispettivo o i criteri per la sua determinazione,
le forme di coordinamento tra collaboratore e committente,
le eventuali misure a tutela della salute e sicurezza
Per eventuali malattie e
infortuni il contratto prevede un periodo massimo di
assenza non retribuita di 30 giorni, per contratti con scadenza
determinabile, o di un sesto della durata prevista, per i
contratti con termine prestabilito.
In caso di gravidanza la
durata del rapporto di lavoro è prorogata di 180 giorni, salvo
altri accordi migliorativi.
E le vecchie co-.co.co?
Non sono state del tutto abrogate con l’insermento del contratto
a progetto e continuano ad essere ammesse in alcuni casi:
nel settore pubblico;
nelle professioni intellettuali;
per gli amministratori di società;
per i partecipanti a collegi e commissioni;
per coloro che percepiscono pensione di vecchiaia;
per collaborazioni rese ai fini istituzionali per società
sportive;
per prestazioni di meno
di 30 giorni e per importi di 5 mila euro annui.
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