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Agropoli:
il borgo antico.
Per entrare dal mare nel porto di Agropoli bisogna dirigersi verso
Punta Fortino, a dritta del faro dalla inconfondibile architettura
veneziana, con tanto di merli bianchi, che domina la rupe nivea,
modellata di grotte, solcata di rughe, adornata di minuscole
calette.
La rupe si erge, specchiandosi sul mare di cristallo, tra ciuffi
di odorosi lecci e sostiene il borgo antico, le case si avvicinano
in dolce abbraccio, cingendo il magnifico castello medievale.
La storia di questa fortezza comincia nel VI sec. D.C., quando i
Greci-Bizantini costruirono un bastione ed una cinta muraria
fortificata a difesa del piccolo borgo nascente.
Fra il IX sec.e l'XIII, nel periodo delle scorribande e delle
ruberie compiute a danno dei territori costieri dell'Italia
meridionale, anche il Castello fu occupato dai Saraceni per un
trentennio.
In seguito il Castello fu conquistato dai Normanni, dagli Svevi e
poi dagli Angioini, pur rimanendo sempre proprietà dei Vescovi di
Paestum-Capaccio, a cui apparteneva dalla fine del VII sec. Nel
1100, nel Castello venne anzi concluso un importante contratto nel
quale si stabilivano i confini tra i
beni della Badia di Cava e quelli del Vescovo di Capaccio. Di
questa epoca è l'intervento di ricostruzione che, successivamente
alla guerra angioino-aragonese, porta il Castello ad assumere la
sua attuale struttura.
Tra i feudatari ricordiamo i Sanseverino e i Delli Monti -
Sanfelice, duchi di Laureana.
Con l'abolizione della feudalità, dopo un temporaneo periodo di
occupazione militare francese, il Castello fu abbandonato.
Oggi il castello è di proprietà privata ed è luogo d’incontro
e di cultura.
Domina il groviglio di case, che salgono sul promontorio, tra le
serpeggianti viuzze adornate di fiori e di piante che le donne di
questo luogo fatato, curano con amore.
I vicoli scendono verso le piazzette dove sorgono antiche chiese,
verso il colore brillante del mare.
Le scalette in pietra viva rincorrono le viuzze, s’ infilano
sotto gli archi, salgono, scendono, si nascondono tra gli intrighi
delle piante verdi, rosse e pallide, le piante che cercano la
luce, il sole.
Poi la chiesa colorata accompagna alla porta d’ingresso: la
porta del borgo antico di Agropoli, posta all'estremità della
scalinata che scende al corso principale: una delle più
emozionanti immagini del passato.
Essa richiama i toni crudi della vita di un tempo, riporta la
mente ai Saraceni, che conquistarono l’abitato.
Lo stemma, cuore di marmo, sovrasta l’antica porta e
appartenendo ai duchi Sanfelice, ricorda la triste storia della
duchessa Luisa.
L’ultima proprietaria dell’antico e fiabesco borgo cilentano,
che fu decapitata a Napoli nel 1800, perché considerata giacobina.
Sui ricordi, dal basso, arriva l’odore marino, che inebria, il
bagliore dell’acqua scintilla e richiama i pensieri alla
grandiosità del creato, all’intima gioia e alla pace
dell’anima.
Milena Esposito
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